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Decreto legge 125 del 2020, convertito in legge. Le misure sul Terzo Settore.

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         Il 3 dicembre 2020, stata pubblicata nella Gazzetta Ufficiale la Legge 27 novembre 2020, n.159,  che ha convertito il Decreto-Legge del 7 ottobre 2020, n. 125,  recante “ Misure urgenti connesse con la proroga della dichiarazione dello stato di emergenza epidemiologica da COVID-19, per il differimento di consultazioni elettorali per l'anno 2020 e per la continuità operativa del sistema di allerta COVID, nonché per l'attuazione della direttiva (UE) 2020/739 del 3 giugno 2020, e disposizioni urgenti in materia di riscossione esattoriale .”      Il legislatore ha prorogato, tra gli altri, anche il termine per l'adeguamento degli Statuti al Codice del Terzo Settore.       Infatti, la legge di conversione ha previsto la modifica dell' articolo 101, comma 2, del codice del Terzo settore, di cui al decreto legislativo 3 luglio 2017, n. 117, prorogando il termine del 31 ottobre 2020 al 31 marzo 2021.  ...

Le misure sul Condominio: basta la maggioranza per le Assemblee in videoconferenza, non serve l'unanimità.

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               Il 3 dicembre 2020, stata pubblicata nella Gazzetta Ufficiale la Legge 27 novembre 2020, n.159,  che ha convertito il Decreto-Legge del 7 ottobre 2020, n. 125,  recante “ Misure urgenti connesse con la proroga della dichiarazione dello stato di emergenza epidemiologica da COVID-19, per il differimento di consultazioni elettorali per l'anno 2020 e per la continuità operativa del sistema di allerta COVID, nonché per l'attuazione della direttiva (UE) 2020/739 del 3 giugno 2020, e disposizioni urgenti in materia di riscossione esattoriale .”     La legge di conversione ha confermato il decreto legge nella parte in cui  ha modificato un piccolo inciso che stava bloccando operativamente tutti i condomini d'Italia:       L'art. 5-bis (Disposizioni in materia di assemblee   condominiali), è intervenuto infatti sull' articolo 66, sesto comma, delle disposizioni per   l'att...

Socio di cooperativa e soci volontari: dalla separazione all'incompatibilità.

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Le legge 381 del 1991, che disciplina le Cooperative Sociali, prevede la categoria dei soci volontari come separati nettamente dai soci lavoratori, prevedendo che ad essi spetti solo il rimborso spese. Quindi questa prima fonte non esplicita un concetto di generale incompatibilità tra i due soggetti, pur separandoli all'interno dell'organizzazione. L'art. 1 comma 4 del d.lgs. 112/2017, che ha revisionato la precedente disciplina in materia di impresa sociale,  ha specificato che l e cooperative sociali e i loro consorzi, di cui alla legge 8  novembre 1991, n. 381, acquisiscono di diritto la qualifica di  imprese sociali . Alle stesse si applicano le disposizioni del d.lgs. 112/2017  nel rispetto della  normativa specifica delle cooperative ed in quanto compatibili.  Il d.lgs. 112/2017  prevede che è ammessa la prestazione  di attività di volontariato all'interno delle imprese sociali e quindi della cooperative, i...

da "Per qualche Gara in più" di Fabio Cintioli

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"Ogni disposizione di legge e, soprattutto ogni sistema di norme deve avere una finalità piuttosto netta. La finalità diventa la ratio legis ed è il collante della sua applicazione in chiave dinamica"

Decreto attuativo del Registro Unico del Terzo Settore pubblicato sul sito del Ministero del Lavoro. Si attende pubblicazione in Gazzetta Ufficiale.

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Pubblicato anche sul sito del Ministero del Lavoro e delle Politiche Sociali il testo del Decreto attuativo n. 106, che disciplina organizzazione e funzionamento del Registro Unico del Terzo Settore, corredato da tre allegati: uno sul funzionamento del Registro (A), uno sulla compilazione delle istanze di iscrizioni (B) e il terzo (C) con le informazioni per la trasmigrazione nel registro dei soggetti già iscritti nei "registri associativi" esistenti.  Le appendici degli allegati B e C presentano, esclusivamente, il tracciato informatico utilizzato dal sistema informativo del R.U.N.T.S. e non sono di immediato utilizzo da parte degli enti. RICORDIAMO CHE LE REGIONI HANNO 180 GIORNI DALL'EMANAZIONE DEL DECRETO PER DISCIPLINARE I PROCEDIMENTI PER L'EMANAZIONE DEI PROVVEDIMENTI DI ISCRIZIONE E CANCELLAZIONE DEGLI ENTI DEL TERZO SETTORE. ANCORA UN PO' DI ATTESA PER LA PIENA OPERATIVITA'. Si attende pubblicazione in Gazzetta Ufficiale del Decreto. Di seguito il li...

Imposta di registro su sentenza che accerta la misura dell’indennità di esproprio. Proporzionale o fissa? Dipende dal natura giuridica del contribuente.

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           Con riferimento alle sentenze emanate in unico grado dalla Corte d’appello in materia di determinazione dell’indennità di esproprio, l’Agenzia delle Entrate chiede, indiscriminatamente, al contribuente l’imposta di registro sulla sentenza nella misura proporzionale del 3%, spesso raggiungendo somme considerevoli di accertamento.     Invero, gli Uffici Finanziari smentiscono loro stessi.     Il Ministero delle Finanze, nella Risoluzione 430409 del 1990, ha avuto modo di specificare che «la quota dovuta ad integrazione dell'indennità di esproprio deve essere assoggettata regolarmente ad IVA, configurandosi quale parte del corrispettivo di una cessione, imponibile ai sensi dell'art. 2 del D.P.R. 26.10.72 n. 633, posta in essere da un soggetto d'imposta».      Ai fini IVA, l’indennità di esproprio per pubblica utilità, ancorché costituisca un risarcimento conseguente alla perd...

Normativa 231/2001 e Enti del Terzo Settore. Quale obbligo?

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Con riferimento all’applicazione del d.lgs. 231/2001 agli Enti del Terzo Settore, esso va messo in stretta correlazione con la normativa del Terzo Settore, non fosse altro per il fatto che il Codice del Terzo Settore, pur non avendo esplicitato un vero e proprio obbligo di adozione del modello da parte degli Enti in esso ricompresi fa esplicito richiamo al d.lgs. 231/2001 quando, all’art. 30, prevede la nomina dell’organo di controllo [1] , il quale,  esplicitamente vigila  sull'osservanza della legge e dello statuto e sul rispetto dei principi di corretta amministrazione, anche con riferimento alle disposizioni del decreto legislativo 8 giugno 2001, n. 231. Tale affermazione non appare, come detto, segnare un obbligo di adozione dei modelli 231/2001 all’interno degli enti del Terzo Settore, ma crea sicuramente un forte nesso fra le due normative. L’interpretazione che può essere data alla norma, per come esplicitata, appare duplice: da un lato, in un’ottica di non ...