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Visualizzazione dei post da marzo, 2026

Credito IVA non utilizzato: la Cassazione dice stop alle cartelle “automatiche”

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              La recente ordinanza n. 33278 del 19 dicembre 2025 della Corte di cassazione affronta un tema molto delicato nella pratica tributaria, ossia il rapporto tra dichiarazione IVA omessa e recupero del credito da parte dell’Amministrazione finanziaria, offrendo un chiarimento importante che ha ricadute concrete per contribuenti e professionisti.      La vicenda prende le mosse da una situazione tutt’altro che rara. Una contribuente espone un credito IVA maturato in un’annualità precedente e lo riporta nella dichiarazione successiva chiedendone il rimborso. Tuttavia, la dichiarazione relativa all’anno in cui il credito viene chiesto a rimborso viene presentata con un ritardo superiore a novanta giorni e, per questo motivo, è considerata giuridicamente omessa. Negli anni successivi il credito continua ad essere indicato e nuovamente richiesto a rimborso, ma l’Agenzia delle entrate non solo nega il rimborso ritenendolo inesis...

La tutela dei diritti subordinata al pagamento del contributo unificato. La questione approda sul tavolo della Corte Costituzionale.

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     Con ben tre ordinanze interlocutorie, la nr. 32227, nr. 32232 e nr. 32234, del 11/12/2025, la Suprema Corte ha rimesso alla Corte Costituzionale la questione di legittimità costituzionale dell'art. 1 comma 812 delle legge 207 del 2024. Tale norme prevede che «nei procedimenti civili la causa non può essere iscritta a ruolo se non è versato l’importo determinato ai sensi dell’art. 13, comma 1, lettera a), o il minor contributo dovuto per legge»       La disposizione, dunque, subordina l'iscrizione a ruolo della causa e quindi la possibilità del cittadino di ottenere la tutela dei propri diritti al versamento del contributo unficato.       La Sezione Terza ha ritenuto rilevante e non manifestamente infondata, in riferimento agli artt. 3, 24 e 111 Cost., la questione di legittimità costituzionale dell’art. 1, comma 812, della legge n. 207 del 2024, nella parte i...

Sulla nomina del direttore di struttura complessa decide il giudice ordinario: la pronunica delle Sezioni Unite.

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  Le Sezioni Unite civili, con la sentenza n. 3868 del 20.02.2026,  premessa la legittimazione del giudice amministrativo a disporre il rinvio pregiudiziale ex art. 363-bis c.p.c. su questioni attinenti alla giurisdizione, hanno affermato - ai sensi della menzionata disposizione - il seguente principio di diritto: «L’incarico di direzione di struttura sanitaria complessa, anche in base alla disciplina dettata dal comma 7-bis dell’art. 15 del d.lgs. 30 dicembre 1992, n. 502, come modificato dall’art. 20 della legge 5 agosto 2022, n. 118, non è conferito tramite un pubblico concorso, con la conseguenza che, ai fini del riparto di giurisdizione sulle relative controversie, non trova applicazione il comma 4 dell’art. 63 del d.lgs. 30 marzo 2001, n. 165». Pertanto, hanno escluso la competenza del giudice amministrativo anche all'indomani della riforma del 2022 che ha reso obbligatoria la nomina da parte del Direttore Generale del candidato con il maggiore punteggio. Infa...